Si presenta come un lungo giro ad anello che contorna la valle Grana, passando perlopiù sulla displuviale e legando la valle stessa con la Val Maira a nord e la valle Stura a sud. Il percorso è caratterizzato da un continuo variare di paesaggi, che lo rendono molto interessante sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello naturalistico. Il suo sviluppo, spesso in cresta, garantisce continue vedute sulla catena alpina sia a sud, con i gruppi dell'Argentera e del Gelas a svettare, sia a nord, dove la piramide del Monviso costituisce una vera e propria stella polare senza impedire però di ammirare sullo sfondo il Cervino ed il Monte Rosa nelle giornate più limpide.
La partenza, dal Filatoio di Caraglio, bene simbolo della ricchezza storico-artistica del territorio, avviene in pianura, mentre il punto più alto, a oltre 2500 metri rappresenta uno scorcio montano di assoluto rilievo. Durante il percorso si potrà ammirare una ricca fauna, ed una straordinaria ricchezza botanica, con specie di orchidee rarissime e fiori, quali il linum narbonense, che trovano in questo territorio la loro sola stazione di fioritura sull'arco alpino. Nella parte alta della valle l'occhio verrà rapito dall'imponente sagoma del santuario di San Magno, capace di raccogliere, fin dal '400, l'eredità di un sito di preghiera pre-cristiano.
Il rientro, sull'altro lato della valle attraversa in pieno la zona del Monte Bram, di Paraloup, del Chiot Rosa, in cui personaggi del calibro di Galimberti, Dante Livio Bianco, Nuto Revelli ecc contribuirono a scrivere la storia dell'Italia nel passaggio dalla guerra alla repubblica.
L'itinerario non presenta alcuna difficoltà tecnica particolare, ed è adatto a tutti gli escursionisti, purché allenati, mentre accoglienti strutture ricettive, sono pronte a rifocillare l'escursionista ed a offrirgli l'accoglienza semplice ed autentica delle valli alpine.
LA CURNIS AUTADifficoltà: E Lunghezza: 94,5 km D+5460 m/d - 5370 m
1. Filatoio di Caraglio - Rifugio La Scola (Montemale) 11.5 km - GPS 2. Rifugio La Scola (Montemale) - Pradleves 9 km - GPS 3. Pradleves - Rifugio Valliera (Castelmagno) 14.8 km GPS 4. Rifugio Valliera (Castelmagno) - Rifugio Fauniera (Castelmagno) 17.5 km - GPS 5. Rifugio Fauniera (Castelmagno) - Bivacco Rousset (Monterosso Grana) 15.5 km - GPS 6. Bivacco Rousset (Monterosso Grana) - Rifugio Paraloup (Rittana - V. Stura) 10.7 km - GPS 7. Rifugio Paraloup (Rittana - V. Stura) - Rifugio Prato Gaudino (Cervasca) 12 km - GPS 8. Rifugio Prato Gaudino (Cervasca) - Cervasca 3.5 km - GPS |
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Oltre alle escursioni a piedi, agli amanti della MTB suggeriamo i seguenti percorsi:Questi primi due sono stati tracciati durante la manifestazione Curnis Auta Bike (edizione 2019)... La Curnis Auta Bike Adventure prende il nome dalla manifestazione che si svolge, su due giorni, in valle Grana nel mese di settembre e che porta i partecipanti a scoprire gli angoli più belli della valle Grana, raggiungibili a pedali. Si tratta di un percorso impegnativo a livello fisico, ma contattando EmotionAlp è possibile ottenere varianti personalizzate sulle proprie capacità tecniche e condizioni fisiche. |
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TRA GRANA E STURAIl giorno 1 si snoda sui sentieri e sulle piste forestali che vanno verso la valle Stura, attraversando gli spettacolari scenari del Chiot Rosa e di Paraloup, oppure castagneti e faggete ombreggiate in cui la natura domina incontrastata. A livello tecnico non si arriva mai a livelli altissimi, anche se è necessario un breve tratto di portage per raggiungere l’Arpiola. Sentieri flow e divertenti sezioni su piste forestali rendono le discese percorribili da chiunque e mai troppo difficili, garantendo a chi sa guidare il piacere della velocità, mentre per chi non ama troppo l’adrenalina è comunque possibile scendere in tutta sicurezza.
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TRA GRANA E MAIRAIl giorno 2 permette di esplorare sconosciuti angoli a cavallo tra valle Grana e Valle Maira, con un susseguirsi continuo di boschi e borgate, molte delle quali abbandonate, che testimoniano un passato in cui ogni luogo della montagna era insediato ed utilizzato dalla civiltà alpina. Sezioni su pista forestale si alternano con single trek mai troppo tecnici, ma comunque da guidare, con fondo in gran parte in terra. In alcuni tratti è necessario il portage, ma mai per più di 15 minuti. Il passaggio in Dronero apre un forte confronto tra la tranquillità dei boschi e la vitalità di una cittadina di 7000 abitanti.
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